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Proposto da: Redazione (del 01/07/2009 @ 08:50:02, nella sezione: Stagione congressuale 2009, linkato 23 volte)
Si è aperta la fase congressuale per il rinnovo dei vertici nazionale, regionali e locali del partito.

Molti - da più parti - invocano un confronto non solo sulle persone ma sulle idee. Quale idea di partito e quale idea di Paese. Secondo alcuni c'è bisogno di un forte cambio di passo culturale.

Questo vuole dunque essere uno SPAZIO APERTO, LIBERO DI CONFRONTO che andrà ad arricchire il dibattito nelle sedi deputate.

Spunti, riflessioni, proposte per costruire davvero il Partito Democratico di cui ha bisogno l'Italia.

 
Proposto da: Redazione (del 09/06/2009 @ 19:49:14, nella sezione: Elezioni europee e amministrative 6-7 giugno 2009, linkato 74 volte)
Una tornata elettorale difficile per il Partito Democratico, in tutta Italia.

Se è vero che il progetto democratico "è stato messo in salvo" e la delegazione riformista italiana al Parlamento Europeo sarà una delle più nutrite, visto il crollo dei partiti socialdemocratici in tutti i Paesi UE, non c'è dubbio che l'esito elettorale debba portare il PD ad una riflessione.

Non tanto sull'indubbia validità del progetto democratico, quanto sulle strategie da mettere in campo per entrare in relazione con una società italiana che, nella sua maggioranza, sembra sempre più lontana dalla sensiblità, dai valori e dalla proposta democratica.

Condividi con noi le tue riflessioni sul voto, lasciandoci soprattutto una proposta su come incrementare il "capitale democratico" in Veneto e nel Paese.
 
Proposto da: Redazione (del 01/05/2009 @ 00:27:48, nella sezione: Partito Democratico, linkato 114 volte)
La polemica diffusa nel PD del Veneto relativamente alla lista per le elezioni europee mi lascia perplesso. Credo si stiano scaricando addosso a Franceschini colpe non sue, o meglio non esclusivamente sue.

Innanzitutto sarebbe bello sapere se i rappresentanti veneti nella direzione nazionale abbiano votato a favore o contro la proposta presentata dalla segreteria nazionale. Non abbiamo avuto notizia di voti contrari, e nel PD, partito nuovo, sarebbe opportuno che il dissenso si esprimesse anche attraverso voti contrari.

In secondo luogo il PD del Veneto, a tutti i livelli, da quello regionale a quello dei diversi territori, dovrebbe fare mea culpa sulla propria incapacità di pensiero strategico e di partecipazione democratica rispetto alle proprie scelte. Si è scelto di non porsi il problema della rappresentanza della nostra regione in Europa. Una rappresentanza che avrebbe dovuto essere quanto più autorevole possibile in considerazione dei grandi legami che la nostra regione ha con l’Europa, e nuova, capace di trasmettere l’innovazione di cui il PD vorrebbe farsi portatore.

Questo percorso avrebbe dovuto coinvolgere il PD a tutti i livelli, dai circoli in su, per esplorare nuovi ambienti, per coinvolgere persone autenticamente democratiche. Questo processo si sapeva in partenza che sarebbe stato lungo, complesso, e non traguardato solo alle prossime elezioni, ma anche capace di guardare più in la, magari alle elezioni regionali del 2010, per vedere se da qualche parte nel nostro Veneto, si nasconda qualche personalità capace di lanciare una sfida seria a Galan.

Niente di tutto questo è stato fatto. La discussione è stata blindata nei caminetti dei capobastone del partito che incapaci di guardare avanti, non hanno saputo fare niente di meglio che candidare ciascuno un proprio esponente.

Per questo le lamentele di questi giorni sono lacrime di coccodrillo. Non si può criticare la segreteria Nazionale che ha imposto senza dibattito Berlinguer a capolista, se i nominativi dei candidati veneti sono stati fatti seguendo il medesimo percorso.

Fa bene Laura Fincato a riflettere sul ritiro della propria candidatura. Farà ancora meglio a ritirare la propria candidatura segnalando in modo palese il suo desiderio di non essere parte di un processo sbagliato che ha portato a candidature sbagliate con il rischio di vedere cancellata la rappresentanza del Veneto in Europa.

Farebbero bene a farlo anche gli altri candidati Veneti facendo in modo da costringere tutto il nostro partito a riprendere una discussione ampia, anche se necessariamente veloce, per verificare la possibilità di esprimere una candidatura veneta, autorevole, fresca, capace di centrare l’elezione al Parlamento Europeo.

Antonino Stinà Assemblea provinciale del PD di Venezia
 
Proposto da: Redazione (del 21/02/2009 @ 17:49:09, nella sezione: Partito Democratico, linkato 83 volte)
Con 1047 su 1258 Dario Franceschini è stato eletto nuovo segretario del Partito Democratico. Arturo Parisi, l’altro candidato alla segreteria, ha ottenuto 92 voti.

«Non abbiate paura – ha detto all’Assemblea nazionale riunita oggi alla Fiera di Roma - non ci sarà risultato elettorale per quanto negativo o scontro tra dirigenti per quanto feroce che ci possano fare rinunciare all'idea che il nostro futuro è solo un futuro comune».

Franceschini ha ammesso le difficoltà che il PD dovrà affrontare nei prossimi mesi: «Non posso nascondere la crisi in cui siamo – ha affermato - ma abbiamo costruito non solo un contenitore ma una nuova appartenenza ed è questa che crea dolore, delusioni perché è dettata dal sentimento di essere in una casa nuova, in una casa comune».

Una sintesi del suo discorso: http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/72295/Avanti._Senza_paura

Lasciaci la tua opinione sull’elezione del nuovo segretario.
 
Proposto da: Redazione (del 17/02/2009 @ 19:07:41, nella sezione: Partito Democratico, linkato 94 volte)
Walter Veltroni si è dimesso da segretario del Partito Democratico durante la riunione del Coordinamento del PD, convocata per analizzare la sconfitta in Sardegna. Il Coordinamento ha respinto le dimissioni, ripresentate dal Segretario dopo una pausa della riunione nel primo pomeriggio. La notizia è stata data ai giornalisti dal portavoce del partito, Andrea Orlando. L'annuncio è avvenuto nel salone d'ingresso della sede del Pd. "Il segretario Veltroni - ha detto Orlando - mantiene le dimissioni e domani spiegherà le motivazioni". Sempre domani il vicesegretario, Dario Franceschini, illustrerà al Coordinamento il percorso che ora si apre per il partito. VELTRONI HA FATTO BENE A DIMETTERSI? LASCIACI LA TUA OPINIONE.
 
Proposto da: Redazione (del 10/02/2009 @ 14:19:51, nella sezione: Politica nazionale, linkato 71 volte)
Un solo pensiero per Eluana...poi finalmente il silenzio, quantomeno toni più bassi...speriamo GLI SCIACALLI ALIMENTANO LA VITA, LA LORO, CON LA MORTE DEGLI ALTRI. ARRIVANO A DALL'ASSASSINO PERSINO AL PADRE...se noi, che siamo stati più vicini di altri in questo suo momento di trapasso (e lo dimostrano i pensieri espressi su facebobok) possiamo sopportare d'essere definiti tali da chi non rispetta le idee dell'avversario, al tempo stesso non ci sembra leale e buono, come dovrebbe essere la filosofia cristiana, infierire su un padre talmente provato. Personalmente rinuncerei anche all'autopsia, perhè non servirà nulla e la considero poco rispettosa per il corpo di quest'angelo che ha già sofferto tanto. Vorrei che gli onorevoli, che ben paghiamo, impiegino i nostri soldi e le loro energie per soffermarsi esclusivamente sull'aspetto della sentenza giuridica. Le contraddizioni dell'attuale dibattito politico non consentono di affrontare tali temi. Questo perchè buona parte della nostra classe politica non è ancora all'altezza dei temi di cui deve occuparsi. stefano saoncella
 
Proposto da: Redazione (del 10/02/2009 @ 14:18:49, nella sezione: Politica nazionale, linkato 50 volte)
uno solo pensiero per Eluana...poi finalmente il silenzio, quantomeno toni più bassi...speriamo GLI SCIACALLI ALIMENTANO LA VITA, LA LORO, CON LA MORTE DEGLI ALTRI. ARRIVANO A DALL'ASSASSINO PERSINO AL PADRE...se noi, che siamo stati più vicini di altri in questo suo momento di trapasso (e lo dimostrano i pensieri espressi su facebobok) possiamo sopportare d'essere definiti tali da chi non rispetta le idee dell'avversario, al tempo stesso non ci sembra leale e buono, come dovrebbe essere la filosofia cristiana, infierire su un padre talmente provato. Personalmente rinuncerei anche all'autopsia, perhè non servirà nulla e la considero poco rispettosa per il corpo di quest'angelo che ha già sofferto tanto. Vorrei che gli onorevoli, che ben paghiamo, impiegino i nostri soldi e le loro energie per soffermarsi esclusivamente sull'aspetto della sentenza giuridica. Le contraddizioni dell'attuale dibattito politico non consentono di affrontare tali temi. Questo perchè buona parte della nostra classe politica non è ancora all'altezza dei temi di cui deve occuparsi. stefano saoncella
 
Proposto da: Redazione (del 19/12/2008 @ 20:47:22, nella sezione: Partito Democratico, linkato 108 volte)
Parola d'ordine: rinnovarsi! Le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti democratici, inducono necessariamente il partito ad affrontare concretamente la "questione morale" che sta sfiorando - come dice qualcuno -la "crisi morale". Walter Veltroni vede nel rinnovo della classe politica dirigente la via d'uscita. Nuova linfa per superare il momento grigio che sta vivendo il partito. Intanto però è necessario parare i colpi. Ma come? Invitando gli esponenti del PD coinvolti nelle vicende giudiziare a dimettersi? Facendo quadrato per resistere agli attacchi esterni? Certo è che si tratta di una questione che va risolta al più presto per poter cessare di prestare il fianco agli affondi delle altri parti politiche e soprattutto per non perdere la fiducia di cittadini ed elettori. Cosa ne pensi? Dì la tua...
 
Proposto da: Redazione (del 30/11/2008 @ 10:46:38, nella sezione: Partito Democratico, linkato 112 volte)
“Cacciari fonda il PD del Nord”. Si leggeva ieri l’altro su una testata veneta. Nell’articolo, il sindaco di Venezia spiega al giornalista che «i tempi sono maturi» per un «PD del Nord, federato con Roma ma con propri dirigenti». E si spinge più in là, a designare il sindaco di Torino Sergio Chiamparino «segretario nordista». Il filosofo precisa che «dovrà essere una decisione nazionale, altrimenti non si va da nessuna parte». Secondo Cacciari il modello del PD del Nord dovrebbe essere quello del partito socialista catalano e della Dc bavarese, partiti collaudati a carattere federale, attenti al territorio ma legati alla capitale, e accelera sulla convocazione del congresso regionalista, da decidere il 10 dicembre a Milano.

A Cacciari risponde il segretario Paolo Giaretta, invitato a fare il punto sul tema: «Un congresso del PD del Nord? Non esiste al momento nulla di tutto ciò – ha spiegato alla stampa – C’è un’iniziativa in corso per insediare un coordinamento, ma è tutta un’altra cosa». Il coordinamento – precisa il segretario del partito veneto – servirà a far pesare sulla politica romana le ragioni del nostro territorio. «E l’iniziativa del 10 – precisa – è la stessa alla quale stiamo lavorando con gli altri segretari regionali Maurizio Martina della Lombardia e Gianfranco Morgando del Piemonte, anche se forse slitterà di qualche giorno per impegni di tutti». «I partiti non si fanno con le interviste – chiude il segretario regionale – se ci sono proposte, anche le più coraggiose, siamo qua pronti a discuterle. Ma nelle sedi adeguate».

Il dibattito dunque è aperto: è utile o no un PD del Nord? Scrivi la tua opinione.
 
Proposto da: valerio (del 04/11/2008 @ 20:32:40, nella sezione: Politica nazionale, linkato 91 volte)
Propongo ai Giovani del PD, ma anche agli altri un piccolo spunto di riflessione...

Tratto da un'intervista del Presidente Emerito della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, rilasciata ad alcuni quotidiani nazionali giovedì 23 ottobre 2008.

Riporto alcuni stralci, se qualcuno vuole leggerla integralmente: http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che... «Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».



Quanto più saranno diffuse queste dichiarazioni, tanto meno sostegno avranno le manganellate della forza dell'ordine.

E poichè il discorso sull'antifascismo fu il più acclamato sabato a Roma…
Diceva Primo Levi:
"Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti." (dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).
 
Proposto da: francescotosato (del 27/09/2008 @ 14:27:20, nella sezione: Politica nazionale, linkato 99 volte)
Ho scovato su google con data 15.7.2003 le idee di allora di Giulio Tremonti da inserire nell'allora Dpef dal titolo “Rilanciare i consumi ipotecando le case”.

Una strada già percorsa da altri paesi... Un'opportunità fornita, da un lato, dalla “crescita dei prezzi delle case che aumenta il valore ipotecabile” e, dall'altro, dai “minori tassi di interesse che riducono la rata del mutuo” (Sic).

Meno male che allora Bersani bollava la proposta dicendo “Tremonti può fare il promotore finanziario a porta a porta” e che il vicepresidente dei senatori Margherita di allora, Natale D'Amico, lo considerava “un tentativo goffo di imitare gli Usa in ben altro contesto”.

Avessimo ascoltato i consigli di Giulio Tremonti, che ora fa il solone contro la finanza creativa degli altri (leggasi Usa), avremmo avuto le famiglie più indebitate e ancor più in difficoltà a sbarcare il lunario.

Bisogna ricordare ai nostri avversari politici e ai loro sostenitori gli errori del passato, perché la memoria dei cittadini e degli elettori è corta, ma i guasti di chi fa propaganda e prende i voti sono a volte immani ed in Italia nessuno dei politici paga né in termini reali (dimissioni, a parte Prodi uno dei pochi a lasciare la politica pur non avendo sbagliato affatto) né in reputazione, quando si dicono o si sostengono cose insensate (Gentilini, Tremonti, ed il parolaio massimo Silvio Berlusconi).
 
Proposto da: Redazione (del 22/09/2008 @ 19:48:44, nella sezione: Partito Democratico, linkato 166 volte)
Al discorso d’apertura della Summer School di Cortona, Dario Franceschini consegna ai giovani una nuova idea su cui dovrebbe plasmarsi la forma del Partito Democratico, che a suo modo di vedere dovrebbe essere un “partito network”.

Ieri, ad Asiago, in occasione della chiusura della due giorni di lavori del Pd vicentino intitolato “Il governo delle buone pratiche”, il sindaco di Vicenza Achille Variati ha invitato gli amministratori ad avere coraggio, a mostrare le “facce”, a conoscere i cittadini, a stare sui marciapiedi, e l’on. Massimo Calearo Ciman ha esortato ad essere il “sale della terra”, ad essere in mezzo alle persone, costruendo una “rete” viva che incontri e condivida le qualità che sono nelle idee e nelle persone del Pd, contagiando con la forza di quelle stesse idee un tessuto sociale che va stimolato a riscoprire un rinnovato civismo.

Dopo il dibattito iniziale che vedeva i sostenitori di una forma “liquida” cedere il passo a quanti auspicavano, invece, una struttura più tradizionale, il recente dibattito, quindi, riapre la discussione sulla “forma partito”, cercando di mediare tra esigenze di appartenenza e adesione organizzata, con confini definiti e punti di riferimento territoriali da un lato, e dall’altro la necessità di rispecchiare il modo in cui si vive nella post-modernità.

L’argomento potrà sembrare marginale, ma di fatto non lo è. Negli ultimi quindici anni l’evoluzione dei partiti ha subito, infatti, delle accelerazioni: dopo i Partiti Professionali Elettorali che a partire dagli anni ’90, secondo il politologo Angelo Panebianco, hanno dimostrato di non essere più interessati alla partecipazione militante, né ai riferimenti ideologici, ma sensibili soprattutto agli esiti dei sondaggi e alla potenzialità dei media, abbiamo incontrato quelli che sono stati definiti anche Partiti Cartello, divenuti vere e proprie propaggini delle istituzioni. Abbiamo anche visto come l’attenzione verso un generico elettorato abbia soppiantato l’importanza del ruolo dei militanti, concentrando i riflettori sui leader.

Il dibattito quindi si arricchisce di nuove sensibilità e nuovi orizzonti. Come dovrebbe essere secondo te il Partito Democratico?
 
Proposto da: Redazione (del 13/09/2008 @ 13:06:02, nella sezione: Attualità, linkato 96 volte)
Gentili e Gobbo, a Treviso, negano agli islamici un luogo in cui pregare. La linea dei leghisti trevigiani è quella della “tolleranza a doppio zero”. Da sempre e sempre di più. E la “strategia della tensione” sta contagiando altri sindaci e altri Comuni – Villorba, Nervesa della Battaglia… - in una rincorsa ideologica a chi fa più il “duro”.

Ma anche a Padova i leghisti si sono distinti per finezza politica. Portando un maiale – animale impuro per la tradizione islamica – in passeggio sopra il luogo in cui avrebbe dovuto sorgere un centro di preghiera islamico. Per contaminarlo e risolvere così il problema.

Agli antipodi l’atteggiamento del sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che ha affermato: «La comunità mussulmana cerca una sede dove poter pregare. E noi gliela troveremo. Non sarà facile ma è indispensabile farlo».

Modi di porsi diversi di fronte all’esigenza dei nuovi cittadini di professare la propria fede religiosa. Esigenza che, oltretutto, è un diritto sancito dalla Costituzione repubblicana: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume” (art. 19).

La Lega, si sa, della Costituzione, della bandiera, dell’inno italiani se n’è sempre fregata altamente, tra insulti, diti medi alzati e battute infelici.

In questa occasione, però, si ha l’impressione, che se ne stia fregando anche di una questione che, di solito, le sta invece molto a cuore: la sicurezza, uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti.

Potrà mai essere un Paese sicuro quello in cui si negano diritti fondamentali ai propri cittadini, “vecchi” o “nuovi” che siano?

Lasciaci la tua opinione.
 
Proposto da: Redazione (del 02/09/2008 @ 09:45:12, nella sezione: Politica nazionale, linkato 116 volte)
Affinché gli immigrati non siano braccia ma uomini, con piena dignità, è necessari consentire loro di votare, perlomeno alle amministrative.

Se ne parla da troppi anni così il Partito Democratico alla ripresa dei lavori parlamentari presenterà una proposta di legge costituzionale sul tema. Primo firmatario Walter Veltroni assieme a Livia Turco, che ha deciso di scrivere una lettera al Presidente della Camera, Gianfranco Fini (QUI IL TESTO INTEGRALE), per annunciare la presentazione della proposta, chiedendo una corsia preferenziale per la sua discussione.

Negli anni passati alla guida di Alleanza Nazionale Fini si era espresso più volte a favore del voto agli immigrati regolari nelle elezioni amministrative. Nel 2003 ne parlò alla Conferenza sulle politiche europee per l’immigrazione, ma dopo l’alt della Lega nonostante la disponibilità del centrosinistra non se ne fece nulla.

Il PD nel programma elettorale prevedeva il voto per gli immigrati nelle elezioni amministrative, e ora si prepara a presentare la proposta nelle aule parlamentari. Nella lettera Veltroni chiede a Fini di “adoperarsi per consentire la sua più ampia discussione da parte della Camera dei deputati e di accelerarne quanto più possibile l’iter.

Condividi la proposta del segretario Veltroni?
 
Proposto da: Redazione (del 20/08/2008 @ 15:35:48, nella sezione: Partito Democratico, linkato 140 volte)
Gli ulivisti del PD chiedono un congresso anticipato. «Il tempo del "ma anche" è scaduto: ci vuole una decisione democratica in sede collettiva». Lo ha dichiarato Parisi al Corriere della Sera (20 agosto). L’idea del congresso anticipato piace anche a Massimo Cacciari e viene ripresa con forza dal prodiano Franco Monaco: «Ci vuole un congresso vero su mozioni politiche distinte».

La maggioranza del Pd sembra invece bocciare l’idea. Se Veltroni preferisce non rispondere agli attacchi di Parisi (che non ha peli sulla lingua: «Gli elettori del Pd rischiano di precipitare dalla schizofrenia alla depressione», «Veltroni fa troppo poco e troppo tardi»), i veltroniani affidano la loro risposta a Giorgio Tonini: «Alcuni nostri autorevoli dirigenti a volte difettano di pazienza: non si può avere tutto e subito».

Cosa c’è, a tuo avviso, dietro questi attacchi al segretario e la richiesta di un congresso anticipato?

Sei d’accordo o dissenti con la proposta di Parisi?
 
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