| Chi sono.
Nato a Rovigo nel 1960, sono cresciuto e mi sono formato nell’associazionismo cattolico, nell’apertura e nell’entusiasmo del Concilio Vaticano II.
Impegnato negli organismi di partecipazione studentesca, la mia attenzione si è poi spostata al territorio, e ho dedicato il mio impegno alla cooperazione sociale.
Nel 1980 sono stato eletto, come indipendente, nelle liste della Democrazia Cristiana al Consiglio municipale di Rovigo. Sono stato consigliere e assessore comunale.
Ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale della Democrazia Cristiana Polesana e, più avanti, ha assunto la responsabilità di Segretario regionale del Partito Popolare in Veneto.
Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nelle elezioni politiche del 1996, sono stato confermato successivamente nelle tornate elettorali del 2001 e del 2006.
Ho lavorato nella prima legislatura quale componente la Commissione Finanze, passando poi alla Commissione Politiche comunitarie per l’Europa, svolgendo il ruolo di capogruppo prima della Margherita e, negli ultimi due anni, dell’Ulivo.
Dal giugno 2008 sono coordinatore provinciale del Partito Democratico di Rovigo.
Intendo continuare ad impegnarmi sui temi della coesione e della costruzione europea, che è la vera sfida della politica. I grandi problemi dell’uomo e del mondo hanno bisogno di un’Europa più forte e più unita, che sappia disegnare i grandi orizzonti della pace, della democrazia, dello sviluppo compatibile, dei diritti, delle pari opportunità.
Cosa vorrei fare al Parlamento europeo
per il Veneto.
Fino a pochi anni fa l'Italia era un grande Paese in un piccolo mondo. La caduta del muro di Berlino, il superamento delle frontiere commerciali, la globalizzazione dei bisogni e delle opportunità, hanno profondamente cambiato lo scenario.
L'Italia, al pari di ogni altra nazione, rischia di essere un piccolo Paese in un grande mondo.
L'Europa sognata da Alcide De Gasperi e da Altiero Spinelli è ancora un cantiere aperto, è l'opera che dobbiamo completare. In questi 50 anni, l'Europa ha garantito la pace, ha favorito lo sviluppo economico, ha allargato la democrazia, ha sostenuto le pari opportunità.
In questo percorso c'è una costante, un punto fermo: la centralità della persona, il valore della comunità, la forza della partecipazione. Sono questi i fondamenti sui quali abbiamo realizzato il “modello sociale europeo”, tenendo insieme libertà e responsabilità, coniugando impresa e lavoro, competitività e solidarietà, intrecciando insieme sviluppo economico e crescita sociale.
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