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26/09/2009
Padova

Per Sanaa e le altre donne
di Marta Meo*

 

L'occasione di questo mio contributo arrivata dopo una riflessione sul caso di Saana, la ragazza marocchina sgozzata dal padre a Pordenone solo per aver voluto cercare di farsi una vita con un ragazzo italiano e l'analisi sugli altissimi numeri di mutilazioni genitali a danno delle donne e delle ragazze straniere che vivono nella nostra regione.

Dopo la morte di Saana credo che ciascuno di noi dovrebbe fare una riflessione sulla necessità di essere pi incisivi ed esigenti nella costruzione dei percorsi di integrazione culturale delle persone straniere che vivono nel nostro Paese. Certo un reato un reato, ma se dietro un crimine tanto efferato sta una lettura della religione e un'interpretazione delle tradizioni che vanno contro la libertà individuale, ebbene, non c'è tradizione che tenga: si deve intervenire, aiutare, ascoltare.

Come Partito Democratico abbiamo sempre cercato di valorizzare il fatto di essere una regione con una buona capacità di accoglienza degli immigrati, ma oggi credo che essere accoglienti voglia dire che dobbiamo far sentire la nostra voce in soccorso delle donne straniere che subiscono violenze, umiliazioni, mutilazioni.

Perchè il Veneto che ha la forza di accogliere non trae questa sua forza solo dalla sua solidità economica, ma anche da quella caratteristica culturale che ha origini lontane e deriva dal fatto che viviamo in una terra affacciata su un mare che nella storia ci ha sempre messi a contatto con culture diverse dalla nostra. Un mare che ci ha abituati agli scambi e alle relazioni con il "diverso", con "l'altro".

Oggi il diverso e l'altro ce li abbiamo in casa e sono le migliaia di uomini e donne stranieri che vivono e lavorano nella nostra regione e che, con maggiori o minori difficoltà, cominciano ad integrarsi nella nostra società.

E tuttavia se a fronte di dati incoraggianti sulla capacit di accoglienza della nostra regione il Veneto tra le prime regioni in Italia per mutilazioni genitali femminili e per la pratica dell'infibulazione a danno delle donne immigrate non solo per la provenienza geografica dei nostri immigrati, ma perch non stato fatto abbastanza, perch chi governa questa regione non ha voluto fare abbastanza.

Quelli che abbiamo di fronte purtroppo sono numeri impressionanti che parlano di 40.000 donne infibulate in Italia e oltre 4 mila donne infibulate o sessualmente mutilate solo nella nostra regione: insomma numeri che ci devono davvero far riflettere e che devono far diventare questo un tema forte a tutela della dignit e della salute delle tante donne, delle giovani e delle bambine che subiscono questi orrendi maltrattamenti, quasi sempre silenziosamente, al nostro fianco.

Oggi non possiamo certo aspettarci che siano il PDL oppure la Lega ad occuparsi di queste cose, chiaro che dobbiamo farlo noi democratici con i nostri amministratori e con il coraggio che dobbiamo avere di immaginare un Veneto che accoglie, che tutela la libert delle sue donne e che agisce intelligentemente nella direzione dell'integrazione che uno dei migliori investimenti che possiamo fare per il futuro della nostra regione.

*responsabile della mozione Marino in Veneto


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