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20/05/2009
Ecco tutte le BUGIE del Presidente del Consiglio.
di Paolo Giaretta
Un anno dopo le elezioni politiche ed alla vigilia di un turno elettorale così importante è evidente la volontà del Presidente del Consiglio di sottrarsi ad un giudizio di merito sull’azione del proprio governo.
L’importante è parlare d’altro.
Dobbiamo invece essere costanti nel riportare il dibattito politico sulla concretezza delle cose che attraversano la vita dei cittadini, perché se c’è una tendenza che emerge ormai con chiarezza, se si studia la comunicazione di Berlusconi, è quella della costanza nella menzogna.
La sua vicenda privata non aggiunge nulla ad una immagine (che piace evidentemente ad una parte dell’opinione pubblica italiana)maschilista, poco rispettosa della donna, che su questo tema quasi mostra qualche disturbo psicologico. Mette tuttavia in evidenza tutte le bugie raccontate, per chi vuole cercarle.
Della sua visita a Napoli ha dato in diverse occasioni versioni diverse e contrastanti. Questo è il punto grave che riguarda la sfera pubblica, perché mette in luce anche la debolezza del sistema dell’informazione. Salvo poche eccezioni domande scomode su queste incongruenze non sono state fatte. A differenza di quanto succede in altri paesi. Obama ricevendo i corrispondenti dalla Casa Bianca ha detto: “il vostro dovere è informare e cercare la verità, e per questo mi aiutate”.
Menzogne che si trasferiscono sulla rappresentazione della realtà. L’economia, cioè una componente importante del benessere dei cittadini: tutto va bene, è la recita pubblica, andiamo meglio degli altri. Poi i dati (quelli ufficiali del governo) dimostrano purtroppo esattamente il contrario.
La ricchezza nazionale cala nel 2009 del 4,6%, il dato più alto in assoluto nel dopoguerra per intensità e continuità. La pressione fiscale (ricordiamo la propaganda della scorsa campagna elettorale) è impennata al 43,5, e naturalmente, avendo indebolito gli strumenti antievasione, pagano di più i soliti noti.
La spesa corrente è cresciuta, mentre è pressoché azzerata quella per gli investimenti, che serve per garantire il futuro.
L’occupazione è sotto gli occhi di tutti: per chi ce l’ha cassa integrazione, per gli altri, i precari, perdita del lavoro e progressivamente crescita delle fabbriche che chiudono.
Rispetto a questa realtà (scritta nei documenti ufficiali del governo) non si è fatto nulla:il Fondo Monetario Internazionale (noto “covo di comunisti”) dice che molti Paesi si sono dati da fare: negli aiuti alle famiglie lo sforzo maggiore lo ha fatto la Germania con 20 miliardi di mancate entrate per la riduzione delle aliquote fiscali, segue la Spagna con 14 miliardi.
Nella riduzione del peso fiscale per le imprese e nel sostegno ai flussi di credito Spagna e Francia hanno messo tra 16 e 17 miliardi, la Germania ha fatto un piano infrastrutturale di 25 miliardi di euro.
L’Italia ha fatto interventi veri (forse) dice il FMI per poco meno di 2,8 miliardi di euro, cioè lo 0,2% del PIL, vale a dire un decimo della media degli stanziamenti anticrisi dei maggiori Paesi.
Si raccontano bugie anche sugli aspetti più delicati della vita civile.
Il terremoto in Abruzzo ha tanto colpito l’opinione pubblica. Le visite del presidente del Consiglio sono state ricche di promesse, come era giusto. Non dubito che la presenza fisica abbia servito a far sentire presente lo Stato. Ma poi occorrono i fatti, ed i fatti mancano.
All’ultima visita del presidente una suorina che è sul campo dalle prime ore ha detto a Berlusconi: “Presidente, adesso basta con lo struscio”. La verità è che sul decreto terremoto mancano i soldi per affrontare le conseguenze di una calamità così devastante. Basta vedere che nel 2009 non c’è un euro per gli interventi di riparazione delle case dei privati: se uno ha soldi suoi può fare i lavori se no s’arrangi.
I pochi soldi che ci sono per gli altri interventi vengono tolti al fondo per le infrastrutture e la fondo per le imprese (che viene quasi dimezzato): ma sono i soldi che servivano a combattere la crisi (quante conferenze stampa su questi fondi). Si portano via soldi perfino al fondo per le famiglie (la tessera dei poveri).
Sulla sicurezza occorre nascondere il miserevole bilancio dell’azione del Ministro degli Interni: reati aumentati, tagli sul funzionamento delle forze dell’ordine per oltre 3 miliardi, limiti alle intercettazioni telefoniche che renderanno più difficile perseguire i reati di forte allarme sociale: rapine, violenze, spaccio.
Allora ci si scatena contro l’immigrazione clandestina non per risolvere ma per coprire le mancanze di fatti. I begli interventi di Franceschini e Minniti alla Camera sul decreto sicurezza vanno letti perché sono una chiave di lettura importante. Un governo che crea paura ed insicurezza invece di risolvere gravi problemi strutturali.
Gli esempi potrebbero continuare. Non bisogna stancarsi di parlare agli italiani di queste cose. La credibilità del Governo incomincia a vacillare propri sulla distanza tra le promesse ed i fatti, il racconto e la realtà.
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